Descriviamo cosa sono e a cosa servono la terapia criogenica e la terapia
iperbarica. Quali sono gli effetti benefici, le controindicazioni ed eventuali rischi
correlati?

INTRODUZIONE ALLA TERAPIA CRIOGENICA E IPERBARICA

La terapia criogenica (criosauna) consiste nell’esposizione del corpo ad una
nube di azoto vaporizzato a temperature comprese tra i -110°C ed i -160°C per
circa 2-3 minuti. Il soggetto trattato viene sistemato all’interno di una cabina
cilindrica (criocamera) che dispone di un’apertura per il busto e la testa. Subito
dopo, si passa alla fase di riacclimatamento con 15 minuti di ginnastica e
cyclette per riattivare la circolazione.
La terapia iperbarica (ossigenoterapia iperbarica) viene eseguita all’interno di
una camera presente in cliniche ed ospedali moderni all’interno della quale il
soggetto respira ossigeno puro o aria compressa ricca di ossigeno a livelli di
pressione 2-3 volte più elevati rispetto alla pressione atmosferica allo scopo di
incamerare più ossigeno. Rappresenta un trattamento medico al pari di una
terapia farmacologica: l’ossigeno è un farmaco come un FANS o l’aspirina.
Ogni seduta dura circa 2 ore.
Quali patologie curano? Pro e contro di questi trattamenti avanzati?

TERAPIA CRIOGENICA E TERAPIA IPERBARICA: A COSA SERVONO, EFFETTI BENEFICI

La terapia criogenica viene utilizzata, in particolare, nella medicina estetica e
nella riabilitazione. Serve ad accelerare il metabolismo, perdere peso e
contrastare la cellulite, seppure non vi siano ad oggi sufficienti dati scientifici e
clinici per dimostrarlo. Sono stati confermati, invece, effetti benefici
analgesici, antinfiammatori, antiedematosi, antiossidanti e rilassanti per la
muscolatura. Arricchisce il cuore di ossigeno rimuovendo metaboliti tossici
come l’acido lattico.
La criosauna si rivela particolarmente efficace per la riabilitazione, la medicina
dello sport e la cura di malattie ortopediche, reumatologiche, endocrinologiche
e dermatologiche.(artrosi, iperglicemia, diabete franco, tendinopatie,
lombosciatalgia, lesioni articolari e muscolari, sindromi miofasciali, psoriasi,
dermatiche atopica, elevati livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, ecc.).
La camera per terapia iperbarica è un trattamento indicato per la cura di
particolari patologie: avvelenamento da monossido di carbonio, ustioni, ferite
da radiazione, malattia da decompressione, embolia gassosa, ascesso
cerebrale, anemia severa, sindrome compartimentale, cancrena gassosa,
infezioni necrotizzanti, sordità improvvisa, ferite che non guariscono (dovute al
diabete), perdita della vista improvvisa. .

Terapia criogenica: controindicazioni, rischi
Prima di sottoporre una persona a criosauna, il medico deve valutare con cura
la sua idoneità e l’assenza di controindicazioni. Vengono eseguiti anche test
cardiologici (tra cui elettrocardiogramma) e spirometrici.
In condizioni normali di salute, la terapia criogenica non è pericolosa. In
presenza di disturbi e patologie, si rischiano effetti gravi seppure rari. Tra gli
effetti collaterali, si passa dal mal di testa all’aumento del dolore, dall’orticaria
da freddo alla pannicolite e ad ustioni.
Questo trattamento non è adatto a persone di età superiore ai 65 anni ed
inferiore ai 16 anni.
E’ controindicato in caso di lesioni della pelle, intolleranza al freddo, patologie
cardiocircolatorie, ipotiroidismo. E’ da sconsigliare anche in caso di gravidanza
e allattamento, claustrofobia, carenze nutrizionali, alcolismo.

Terapia iperbarica: controindicazioni, rischi
In linea generale, la camera iperbarica viene considerata a basso rischio di
complicanze ed effetti collaterali, sicura.
Tuttavia, bisogna valutare i rischi, eventuali effetti collaterali e complicanze.
Ecco cosa si potrebbe rischiare a causa di una quantità eccessiva di ossigeno
erogato/assunto e dell’elevata pressione::
– infortuni e lesioni all’orecchio medio (come, ad esempio, la rottura del
timpano;
– dolore a fronte o zigomi;
– temporanea miopia;
– crisi epilettiche;
– cardiopatie;
– febbre alta;
barotrauma polmonare (responsabile di pneumotorace);
– possibili incendi, visto che l’ossigeno è almente infiammabile.

Il trattamento è assolutamente controindicato ai soggetti con pneumotorace o
severa BPCO, enfisema polmonare, otite barotraumatica, tumore, soggetti che
seguono o hanno da poco concluso una terapia farmacologica a base di
.doxorubicina, cisplatino, disulfiram o mafenide.

PER CONCLUDERE SULLA TERAPIA CRIOGENICA E LA TERAPIA SISTEMICA

Sono due terapie molto interessanti, ma al tempo stesso da essere valutate bene , sia dal punto di vista di rischi e sia come benefici. Ricorda di rivolgerti al tuo medico di fiducia qualora vorrei intraprendere questo percorso.

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